Monumenti Caduti Sul Lavoro
Artista: Igino Panzino

Metafora plastica
Per Igino Panzino l’arte non è mai una semplice presenza formale: porta in sé un valore etico e sociale perché nasce come risposta a una realtà complessa che il linguaggio artistico ripensa in funzione estetica. Dietro ogni sua creazione c’è sempre una scelta ideativa e progettuale di forte tensione, che l’opera trattiene in termini rigorosamente razionali e strumentali. In altre parole, il lavoro di Panzino coniuga – anche nelle opere destinate a spazi pubblici – il vissuto emotivo e le scelte ideologiche con la lucidità analitica con cui osserva il contesto storico in cui interviene.
La genesi delle sue opere riflette la sua pratica del fare: nell’impegno concreto a intervenire nel proprio tempo, Panzino riafferma il ruolo dell’artista come agitatore culturale e garante di una profonda riflessione intellettuale. Per questo ha ideato una grande struttura modulare fatta di assi diagonali proiettati nello spazio, che mettono la forma in evidente tensione prospettica e la aprono al vuoto dell’ambiente circostante.
Pensata come frammento di un’architettura priva di stabilità, l’opera drammatizza se stessa nella forza nodosa dei segmenti lineari che si intersecano come traiettorie apparentemente prive di senso. Ferrosa nel materiale e monocroma nel colore, costruisce la sua trama metallica alternando pieni e vuoti: lamiere geometriche acuminate che fendono lo spazio e aperture in cui la luce appena si intravede.
È un monumento al dolore, a ciò che resta di un tutto dissolto che la forma può solo evocare, testimone di una tragedia che ieri come oggi continua a ripetersi. Metafora plastica di un reale ingovernabile, la scultura di Igino Panzino diventa un richiamo feroce e quasi gridato al lutto della comunità per le inadempienze taciute o nascoste.
Privata di qualsiasi aspetto puramente decorativo, essenziale come è nel suo linguaggio e scabra nelle superfici cangianti, la sua griglia tridimensionale si definisce nello spazio quasi come un reliquiario di drammatica presenza.
Mariolina Cosseddu
Igino Panzino è nato a Sassari nel 1950, città dove vive e lavora. Ha studiato all’Istituto Statale d’Arte di Sassari, animato sotto la direzione di Mauro Manca da un vivace clima di discussione e ricerca.
Crescere negli anni Sessanta, quando l’ideologia permeava ogni ambito culturale, lo ha spinto a inaugurare la propria attività espositiva nei primi anni Settanta partendo dall’idea di un’opera d’arte come oggetto totalmente autonomo e pura presenza formale. In quegli anni realizza strutture tridimensionali dal carattere neocostruttivista, contraddistinte da un forte impianto progettuale e da un’esibita manualità.
Contemporaneamente aderisce al Gruppo della Rosa, formazione di orientamento concettuale, dove approfondisce la messa in luce dei procedimenti e dei mezzi linguistici dell’arte.
Negli anni Ottanta si dedica alla pittura, con particolare attenzione all’acquerello e al disegno. All’inizio trasferisce sulla tela la limpida geometria delle sue strutture plastiche; in seguito esplora effetti di texture di stampo analitico, che mantengono un’impostazione progettuale pur ammorbidita dalla gestualità.
La dimensione progettuale, costante nell’intero percorso, torna nelle sculture delle sue opere più recenti e si espande infine nello spazio ambientale grazie alle collaborazioni con architetti, con cui ha realizzato diversi interventi di arte pubblica in Sardegna.
Panzino ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero. Dal 1969 al 2002 ha insegnato al Liceo Artistico di Cagliari e negli Istituti d’Arte di Sassari, Alghero, Valenza Po e Roma.

Mostre personali
- 1974 – Sassari, Galleria il Cancello
- 1975 – Nuoro, Galleria Chironi 88
- 1977 – Sassari, Galleria il Cancello; Alghero, Galleria il Cancello
- 1978 – Cagliari, Galleria Duchamp; Roma, Galleria Contini
- 1980 – Pavia, Collegio Universitario Cairoli
- 1981 – Genova, Centro del Portello; Cagliari, Galleria Duchamp; Bosa (NU), Convegno dei Cappuccini
- 1983 – Vigevano, Galleria il Nome; Sartirana (PV), Castello
- 1984 – Sassari, Galleria DuePiGreco
- 1985 – Pavia, Cotton Club
- 1987 – Roma, Galleria ArtiVisive
- 1988 – Pavia, Galleria Caffè Salvini
- 1990 – Cagliari, Galleria Duchamp; Sassari, Galleria Denti&Denti
- 1992 – Portorotondo (SS), Galleria Il Molo
- 1993 – Sassari, Kairos Centro Studi Arte Contemporanea; Portoferro (SS), spiaggia (installazione “Fuori Luogo”); Alghero, Spiaggia Maria Pia (installazioni “Fuori Luogo” con musica di Enzo Favata); Cagliari, Galleria Comunale
- 1994 – Cagliari, Galleria La Bacheca; Villanovaforru (CA), Museo Gennamaria
- 1995 – Pavia, Galleria Teodote
- 1996 – Calasetta (CA), Torre Civica; Alghero, Liceo Classico G. Manno
- 1997 – Sassari, Palazzo Ducale (Arte a Palazzo Ducale)
- 1998 – Cagliari, Galleria Incontri d’Arte
- 2001 – Nuoro, Galleria Comunale “Scala 1:10”
- 2002 – Sassari, Galleria Contemporanea
- 2003 – Tortolì (NU), Museo d’Arte Contemporanea “Su logu de s’iscultura”
Principali mostre collettive
- 1973 – Roma, Galleria Artivisive
- 1975 – Cagliari, Galleria Comunale (“Materiali per un Centro d’Arte Contemporanea”)
- 1976 – Sassari e Alghero, Gallerie Il Cancello (“Gruppo della Rosa”)
- 1979 – Alghero, Centroforme; Cagliari, Galleria Duchamp
- 1980 – Brescia, Galleria Sincron (“Due generazioni a confronto”); Milano, Associazione Italiana Gallerie d’Arte (opere su carta)
- 1982 – Parigi, Espace Da et Du (“L’autre face de l’art en Sardaigne”); Olbia (SS), Comune (“Arte oggi in Sardegna”)
- 1983 – Villasimius (CA), Centro Internazionale Sperimentazione Arti Visive; Alassio, Galliata Arte Contemporanea (“Mundial”); Nuoro, Biblioteca Satta (“Venticinque anni di ricerca artistica in Sardegna”)
- 1986 – Genazzano, Castello (“Genazzano ’86 Internazionale d’Arte”)
- 1987 – Parigi, Grand Palais (“Grands et Jeunes d’aujourd’hui”)
- 1988 – Basilea, Die Internationale Kunstmesse; Cagliari, Galleria Comunale d’Arte (“Segni d’autore in Sardegna”); Roma, Complesso Monumentale S. Michele a Ripa (“Artisti per l’Europa”)
- 1989 – Alghero, Torre di S. Giovanni e Torre dello Sperone (“Frequenze”)
- 1990 – Cagliari, Fiera (“Arte in-Utile”); Gubbio, Palazzo dei Consoli (“Arte in-Utile”); Francavilla al Mare, Fondazione Michetti (42° Premio Michetti); Toulon, Maison des Comoni (“Carta, Contini, Panzino”)
- 1993 – Carbonia, Villa Sulcia (“Arte Astratta Moltiplicata”)
- 1994 – Milano, Palazzo della Rinascente (“Immaginaria 94”); S. Antioco (CA), Comune (“Modidarte”)
- 1995 – Alghero, Palazzo Pou Salit (“Lapis”)
- 1996 – Ozieri (SS), Museo d’Arte Contemporanea; Wieisbeke (Belgio), Casa Demedts (“That’s me”)
- 1997 – Gent (Belgio), International Art Fair (“Lineart”)
- 1998 – Palermo, Orto Botanico Unipa (“Palme d’Autore”); Orani (NU), Ex Mattatoio (“Un tappeto per Nivola”); Sassari, Palazzo Sciuli (“Acquisizioni”)
- 1999 – Cagliari, Galleria Man Ray (“Stanze 1999” a cura di M. Cosseddu)
- 2000 – Cagliari, Galleria Man Ray (“Stanze 2000” a cura di G. Murtas); Napoli, Università (“Palme d’Autore”)
- 2001 – Spoleto, Palazzo Collisola (“Sardynia Maschile-Femminile”)
- 2003 – Berchidda (SS), Museo del Vino (“La ricerca storica in Sardegna degli anni ’60”); Tortolì (NU), Premio “Sa Diede sa Sardigna”
- 2004 – Macomer, Fiera del Libro (“Segnalibri”)
- 2006 – Alghero, Villa Costantino (“Il riflesso, il dubbio, la minaccia”); Cagliari, Castello di S. Michele (“Il fuoco di Abramo”)
- 2007 – Ulassai, Stazione dell’Arte (“Un passo in più”)
- 2008 – La Seyne-sur-Mer & Toulon, Les Chantiers de la Lune (“Si nous faisons dans la dentelle…”)