Dalle domus e i nuraghi dell’area archeologica di S’Ortali ‘e Su Monti, alle torri costiere di San Gemiliano e Arbatax, sentinelle di pietra affacciate sul mare.
Qui la bellezza è autentica: spiagge premiate con la Bandiera Blu, scogliere rosse scolpite dal vento, sentieri profumati di mirto e rosmarino.
Ma Tortolì è anche arte viva e all’aperto, con il museo a cielo aperto Su Logu de s’Iscultura, dove le opere dialogano con il paesaggio e il quotidiano.
E dopo il mare e la cultura, il gusto: culurgiones fatti a mano, pesce fresco, vini robusti e accoglienza sincera.
Tortolì e Arbatax ti aspettano, per un viaggio dove ogni passo è scoperta, ogni sapore è memoria, ogni tramonto è un invito a restare.
La tua prossima destinazione

La chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria “Stella Maris” sorge sui resti di un’antica costruzione dalla stessa pianta rettangolare, con facciata in pietra, portone di legno e un elegante campanile a tre livelli.

Forma: rapporti e misure Autore: Giovanni Campus Indicazioni Il luogo e una sculturaNon vi è dubbio che le opere di scultura che l’uomo inserisce nelle realtà del naturale e del costruito, ciò che noi definiamo in senso stretto “paesaggio”, spesso privilegino la propria altarità espressiva a scapito del corpo unitario della visione, cioè di quel…



Nel 1995 Pardi realizza per il museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione site-specific Nagjima (“stella” in arabo), una grande stella di lamiera gialla posata su un prato di Tortolì.

Nel 1997 Lai realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’intervento ambientale Tempo dell’Arte, una parete armata di cemento (40 × 5 m) mai completata, appositamente intonacata e punteggiata di “firme” a fresco della comunità locale.

Nel 2001 Bertinetti realizza per il museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione permanente Souvenir, una scultura monumentale concepita come un blocco squadrato e “pesantissimo” con la scritta scolpita “Souvenir”.

Nel 1998 Kaufmann è invitato dal Comune di Tortolì a realizzare un’installazione site-specific per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura.

Per il museo a cielo aperto di Tortolì Nagasawa realizza nel 1997 Il Giardino di Mirto, un’installazione ambientale in cui elementi naturali e materiali semplici—canne di bambù, blocchi di granito, piante di mirto e un «laghetto asciutto»—si combinano in un percorso meditativo.


Per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì Panzino ha ideato una grande struttura modulare composta da assi diagonali proiettati nello spazio in direzioni diverse.

Il Parco della Batteria, così denominato per la presenza delle batterie antiaeree e navali, conserva tuttora tredici edifici, noti come ‘casematte’, che in passato ospitavano i soldati impegnati nella difesa dello scalo di importanza strategica durante il secondo conflitto mondiale.

La chiesa campestre di San Gemiliano sorge a pochi passi dal mare, nei pressi dell’omonima torre, e conserva il fascino di un luogo semplice e raccolto.


Oggi l’edificio, con le sue robuste mura e i grandi spazi interni, continua a vivere una seconda vita: è sede della Caritas Diocesana, che qui progetta interventi di solidarietà e accoglienza, mantenendo vivo lo spirito di sostegno e comunità con cui fu fondato quasi un secolo fa.

La torre, eretta nei primi decenni del Seicento, ha attraversato numerose trasformazioni di nome: fu chiamata “del Zaccurro”, poi “Iacuri”, “Saccuru” e “del Zacuro”, fino a diventare “Punta del Sacurro” e infine, per deformazione, “Punta del Soccorso”. Il titolo di San Gemiliano comparve solo nel 1767, in riferimento alla vicina chiesetta campestre dedicata allo stesso santo.

Le Rocce Rosse rappresentano uno dei monumenti naturali più importanti della costa ogliastrina e della Sardegna. Sono state recentemente definite la “cattedrale naturale” dell’Ogliastra.

Nota anche con il nome di San Miguel de Arbatas, fu probabilmente eretta sui ruderi di una vecchia torre speculatoria pisana nella metà del XVI secolo, quindi prima dell’istituzione della “Reale amministrazione delle Torri” voluta dal re spagnolo Filippo II.


Mentre camminate tra questi monumenti, provate a immaginare le vite di chi vi visse: agricoltori, artigiani e sacerdoti che animarono S’Ortali ‘e su Monti per oltre mille anni.

Nel 1995 Staccioli inaugura il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto di Tortolì con una mostra antologica accompagnata da installazioni site-specific dislocate lungo Tortolì-Arbatax-Porto Frailis.

La spiaggia prende il nome dall’omonimo litorale di Portu Frailis, dove per molti secoli era attivo un porto commerciale.

Nel 2003 Panzino vince l’edizione di “Sa Die de sa Sardigna” con un progetto site-specific per il Museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì

Alex Pinna presenta a Tortolì, nel Museo “Su Logu de s’Iscultura”, una scultura monumentale di quindici metri: un Pinocchio artigianale reinterpretato in vernici epossidiche su ferro zincato, sospeso tra l’ironia e la riflessione.
