Tortolì e Arbatax raccontano una storia attraverso i colori

Dalle domus e i nuraghi dell’area archeologica di S’Ortali ‘e Su Monti, alle torri costiere di San Gemiliano e Arbatax, sentinelle di pietra affacciate sul mare.
Qui la bellezza è autentica: spiagge premiate con la Bandiera Blu, scogliere rosse scolpite dal vento, sentieri profumati di mirto e rosmarino.
Ma Tortolì è anche arte viva e all’aperto, con il museo a cielo aperto Su Logu de s’Iscultura, dove le opere dialogano con il paesaggio e il quotidiano.
E dopo il mare e la cultura, il gusto: culurgiones fatti a mano, pesce fresco, vini robusti e accoglienza sincera.
Tortolì e Arbatax ti aspettano, per un viaggio dove ogni passo è scoperta, ogni sapore è memoria, ogni tramonto è un invito a restare.

Il faro di Bellavista, a circa 165 metri sul livello del mare, prende il nome dall’omonimo promontorio su cui sorge. Venne edificato nello stesso luogo in cui si trovava la torre spagnola di “Largavista” (costruita tra il 1500 e il 1600), da cui il nome “Monte Turri”. Questa torre fu demolita nel corso del 1800…
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Nel 1995 Pardi realizza per il museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione site-specific Nagjima (“stella” in arabo), una grande stella di lamiera gialla posata su un prato di Tortolì.

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Nel 2001 Bertinetti realizza per il museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione permanente Souvenir, una scultura monumentale concepita come un blocco squadrato e “pesantissimo” con la scritta scolpita “Souvenir”.

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Nel 2003 Panzino vince l’edizione di “Sa Die de sa Sardigna” con un progetto site-specific per il Museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì

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Nel 1997 Lai realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’intervento ambientale Tempo dell’Arte, una parete armata di cemento (40 × 5 m) mai completata, appositamente intonacata e punteggiata di “firme” a fresco della comunità locale.

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Cala Genovesi deve il suo nome alla Repubblica Marinara di Genova, che nel XIII secolo sconfisse la Repubblica Marinara di Pisa, assumendo il controllo dei territori pisani in Sardegna. Si pensa che i genovesi in questo riparo pianificarono la costruzione di un fondaco, una casa magazzino destinata a facilitare il commercio e le attività marittime….
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L’opera raffigura “soldatini” giocattolo che si stringono attorno a un compagno ferito: le teste sferiche e luminescenti restituiscono un effetto di vita pulsante, mentre il motivo della guerra è declinato in chiave malinconica e riflessiva, andando oltre il puro richiamo infantile. Questa rappresentazione mette in scena il contrasto tra la fragile innocenza del gioco e…
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Il Parco della Batteria, così denominato per la presenza delle batterie antiaeree e navali, conserva tuttora tredici edifici, noti come ‘casematte’, che in passato ospitavano i soldati impegnati nella difesa dello scalo di importanza strategica durante il secondo conflitto mondiale.

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La torre, eretta nei primi decenni del Seicento, ha attraversato numerose trasformazioni di nome: fu chiamata “del Zaccurro”, poi “Iacuri”, “Saccuru” e “del Zacuro”, fino a diventare “Punta del Sacurro” e infine, per deformazione, “Punta del Soccorso”. Il titolo di San Gemiliano comparve solo nel 1767, in riferimento alla vicina chiesetta campestre dedicata allo stesso santo.

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Nel 2022 Boero realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì l’installazione site‑specific Pensieri di pace (Farfalle), un intervento di sagome di farfalle (“K‑farfalle”) poste sulla facciata della Biblioteca comunale, che evoca leggerezza e rinascita in dialogo con il contesto architettonico e paesaggistico ogliastrino

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Per il museo a cielo aperto di Tortolì Nagasawa realizza nel 1997 Il Giardino di Mirto, un’installazione ambientale in cui elementi naturali e materiali semplici—canne di bambù, blocchi di granito, piante di mirto e un «laghetto asciutto»—si combinano in un percorso meditativo.

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Nel 1995 Staccioli inaugura il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto di Tortolì con una mostra antologica accompagnata da installazioni site-specific dislocate lungo Tortolì-Arbatax-Porto Frailis.

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Per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì, Levolella ha realizzato un imponente disco in ferro — stretto da traverse in legno e sospeso in un equilibrio di forze — che, prigioniero come un moderno Prometeo, evoca una prigionia simbolica e un flusso di memorie in continua tensione. L’opera…
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Alex Pinna presenta a Tortolì, nel Museo “Su Logu de s’Iscultura”, una scultura monumentale di quindici metri: un Pinocchio artigianale reinterpretato in vernici epossidiche su ferro zincato, sospeso tra l’ironia e la riflessione.

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Nel 1995 Staccioli inaugura il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto di Tortolì con una mostra antologica accompagnata da installazioni site-specific dislocate lungo Tortolì-Arbatax-Porto Frailis.

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Grande Sipario Autore: Umberto Mariani Indicazioni “Quello delle pieghe”di Fabio Cavallucci “Quello delle pieghe” potrebbe essere definito Mariani, banalizzando la costante del suo percorso dalla metà degli anni Sessanta. Un percorso rigoroso, in cui l’artista, pur non perdendo di vista le vicende stilistiche internazionali, ha mantenuto una coerenza assoluta nei confronti delle proprie scoperte; al tempo…

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Nel 1996 Caletta partecipa al secondo appuntamento del Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura con l’installazione site-specific intitolata Scultura

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Oggi l’edificio, con le sue robuste mura e i grandi spazi interni, continua a vivere una seconda vita: è sede della Caritas Diocesana, che qui progetta interventi di solidarietà e accoglienza, mantenendo vivo lo spirito di sostegno e comunità con cui fu fondato quasi un secolo fa.

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Magnete Autrice: Alessandra Bonoli Indicazioni La scultura come luogo “Magnete simile a Menhir, energia dal cielo ma anche dalla terra”: con queste parole l’artista ci fa subito percepire il punto di massima intensità in cui cielo e terra si incontrano nella sua grande opera. La scultura di Alessandra Bonoli esige spazio non solo perché nella…

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La spiaggia prende il nome dall’omonimo litorale di Portu Frailis, dove per molti secoli era attivo un porto commerciale.

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Alfredo Pirri concepisce “Ratto d’Europa” come un intrico di curve in metallo che non offrono mai una visione compiuta e definitiva: ogni piegatura diviene “varco” verso un’immaginazione sospesa tra ordine e caos, dove la modularità delle forme convive con un’ansia di crescita vegetale. Le linee, ora strette e labirintiche, ora ampie e arcuate, agiscono come un…
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Cala Moresca è una piccola insenatura protetta, dove il mare calmo accarezza dolcemente la costa. Qui, il contrasto tra l’acqua di un intenso smeraldo e il rosso vivo degli scogli crea un’atmosfera unica, rendendo questo angolo di Tortolì tra i più suggestivi. Il suo nome ricorda un passato turbolento: per secoli, dall’VIII fino all’inizio dell’Ottocento,…
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Forma: rapporti e misure Autore: Giovanni Campus Indicazioni Il luogo e una sculturaNon vi è dubbio che le opere di scultura che l’uomo inserisce nelle realtà del naturale e del costruito, ciò che noi definiamo in senso stretto “paesaggio”, spesso privilegino la propria altarità espressiva a scapito del corpo unitario della visione, cioè di quel…

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La chiesa campestre di San Gemiliano sorge a pochi passi dal mare, nei pressi dell’omonima torre, e conserva il fascino di un luogo semplice e raccolto.

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Nel 1998 Kaufmann è invitato dal Comune di Tortolì a realizzare un’installazione site-specific per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura.

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