Arte
Su logu de s’iscultura (“Il luogo della scultura”) è il museo d’arte contemporanea a cielo aperto di Tortolì, nato alla metà degli anni Novanta con l’obiettivo di integrare grandi opere plastiche nel tessuto urbano e naturale ogliastrino. Il progetto prese avvio nell’ottobre 1994, quando Edoardo Manzoni fu chiamato a coordinare una rassegna di scultura all’aperto, e venne ufficialmente fondato nel settembre 1995 in occasione dell’antologica di Mauro Staccioli. Fin dalla prima esposizione, l’intento è stato quello di arricchire l’arredo urbano con interventi site-specific capaci di instaurare un dialogo diretto tra opera, abitanti e paesaggio.
Il museo si articola in due aree distinte: una sede interna, ricavata nei locali dell’ex mercato civico di Corso Umberto, destinata a mostre temporanee e attività didattiche; e una galleria esterna, distribuita lungo le vie di Tortolì e nelle aree circostanti, che si sviluppa oggi su un percorso di circa otto chilometri. Le sculture, realizzate in loco con materiali quali acciaio corten, ferro e legno, seguono metodologie teoriche radicate nella sperimentazione italiana e internazionale, favorendo un’esperienza di scoperta itinerante che unisce arte, architettura e natura.
Nel 2025 il Comune di Tortolì ha previsto un importante intervento di restauro e manutenzione delle opere permanenti, con l’obiettivo di preservarne la qualità estetica e strutturale e di rilanciare il percorso espositivo del museo a cielo aperto. Questo progetto contribuirà a garantire la fruibilità dell’intera collezione e a rafforzare il legame tra la comunità locale e le installazioni che da trent’anni caratterizzano il paesaggio urbano di Tortolì.
Le aree di Su logu de s’iscultura

Nel 1995 Staccioli inaugura il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto di Tortolì con una mostra antologica accompagnata da installazioni site-specific dislocate lungo Tortolì-Arbatax-Porto Frailis.

Nel 1995 Staccioli inaugura il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto di Tortolì con una mostra antologica accompagnata da installazioni site-specific dislocate lungo Tortolì-Arbatax-Porto Frailis.

Nel 1996 Renda realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione site-specific Wetterfahne.

Nel 2001 Bertinetti realizza per il museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione permanente Souvenir, una scultura monumentale concepita come un blocco squadrato e “pesantissimo” con la scritta scolpita “Souvenir”.

Per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì Panzino ha ideato una grande struttura modulare composta da assi diagonali proiettati nello spazio in direzioni diverse.

Nel 2003 Panzino vince l’edizione di “Sa Die de sa Sardigna” con un progetto site-specific per il Museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì

Per il museo a cielo aperto di Tortolì Nagasawa realizza nel 1997 Il Giardino di Mirto, un’installazione ambientale in cui elementi naturali e materiali semplici—canne di bambù, blocchi di granito, piante di mirto e un «laghetto asciutto»—si combinano in un percorso meditativo.


Nel 2022 Boero realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì l’installazione site‑specific Pensieri di pace (Farfalle), un intervento di sagome di farfalle (“K‑farfalle”) poste sulla facciata della Biblioteca comunale, che evoca leggerezza e rinascita in dialogo con il contesto architettonico e paesaggistico ogliastrino

Grande Sipario Autore: Umberto Mariani Indicazioni “Quello delle pieghe”di Fabio Cavallucci “Quello delle pieghe” potrebbe essere definito Mariani, banalizzando la costante del suo percorso dalla metà degli anni Sessanta. Un percorso rigoroso, in cui l’artista, pur non perdendo di vista le vicende stilistiche internazionali, ha mantenuto una coerenza assoluta nei confronti delle proprie scoperte; al tempo…

Alex Pinna presenta a Tortolì, nel Museo “Su Logu de s’Iscultura”, una scultura monumentale di quindici metri: un Pinocchio artigianale reinterpretato in vernici epossidiche su ferro zincato, sospeso tra l’ironia e la riflessione.

Nel 1998 Kaufmann è invitato dal Comune di Tortolì a realizzare un’installazione site-specific per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura.


Magnete Autrice: Alessandra Bonoli Indicazioni La scultura come luogo “Magnete simile a Menhir, energia dal cielo ma anche dalla terra”: con queste parole l’artista ci fa subito percepire il punto di massima intensità in cui cielo e terra si incontrano nella sua grande opera. La scultura di Alessandra Bonoli esige spazio non solo perché nella…

Nel 1997 Lai realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’intervento ambientale Tempo dell’Arte, una parete armata di cemento (40 × 5 m) mai completata, appositamente intonacata e punteggiata di “firme” a fresco della comunità locale.

Forma: rapporti e misure Autore: Giovanni Campus Indicazioni Il luogo e una sculturaNon vi è dubbio che le opere di scultura che l’uomo inserisce nelle realtà del naturale e del costruito, ciò che noi definiamo in senso stretto “paesaggio”, spesso privilegino la propria altarità espressiva a scapito del corpo unitario della visione, cioè di quel…

Nel 1995 Pardi realizza per il museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione site-specific Nagjima (“stella” in arabo), una grande stella di lamiera gialla posata su un prato di Tortolì.

Nel 1996 Caletta partecipa al secondo appuntamento del Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura con l’installazione site-specific intitolata Scultura
