Storia

Oggi l’edificio, con le sue robuste mura e i grandi spazi interni, continua a vivere una seconda vita: è sede della Caritas Diocesana, che qui progetta interventi di solidarietà e accoglienza, mantenendo vivo lo spirito di sostegno e comunità con cui fu fondato quasi un secolo fa.

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Il faro di Bellavista, a circa 165 metri sul livello del mare, prende il nome dall’omonimo promontorio su cui sorge. Venne edificato nello stesso luogo in cui si trovava la torre spagnola di “Largavista” (costruita tra il 1500 e il 1600), da cui il nome “Monte Turri”. Questa torre fu demolita nel corso del 1800…
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Mentre camminate tra questi monumenti, provate a immaginare le vite di chi vi visse: agricoltori, artigiani e sacerdoti che animarono S’Ortali ‘e su Monti per oltre mille anni.

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Nota anche con il nome di San Miguel de Arbatas, fu probabilmente eretta sui ruderi di una vecchia torre speculatoria pisana nella metà del XVI secolo, quindi prima dell’istituzione della “Reale amministrazione delle Torri” voluta dal re spagnolo Filippo II.

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La torre, eretta nei primi decenni del Seicento, ha attraversato numerose trasformazioni di nome: fu chiamata “del Zaccurro”, poi “Iacuri”, “Saccuru” e “del Zacuro”, fino a diventare “Punta del Sacurro” e infine, per deformazione, “Punta del Soccorso”. Il titolo di San Gemiliano comparve solo nel 1767, in riferimento alla vicina chiesetta campestre dedicata allo stesso santo.

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La chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria “Stella Maris” sorge sui resti di un’antica costruzione dalla stessa pianta rettangolare, con facciata in pietra, portone di legno e un elegante campanile a tre livelli.

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